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Sono ancora qui davanti a te, lo so, mi guardi compatendomi, mi chiedi se non ne ho ancora avuto abbastanza, no,ancora no.
Sono ancora qui, respiro ancora, a volte faccio fatica, tanta fatica, così tanta che gli occhi mi si gonfiano di sangue e rischio di soffocare anche solo per un colpo di tosse.
Sono ancora qui, con le piaghe sulla schiena e sulle gambe che fanno male, tanto male, per fortuna a volte sono così stanca e allora dormo, anche tutta la giornata, sono i giorni migliori, perchè appena riapro gli occhi ricomincia il dolore.
Sono così stanca e anche più sola, Gianni non può più venire da me come prima, ora lavora più lontano, ormai non ho più nemmeno la forza di fargli un sorriso quando arriva, ormai gli tocca vedermi con questa maschera di dolore, ogni tanto sento le guance ed il mento che iniziano a tremare, è il male che sta arrivando anche lì, tra un po' non riuscirò nemmeno più a fare una smorfia di dolore, i sorrisi sono già finiti da tanto.
Sono ancora qui destino, mi guardi chiedendomi se non ne ho avuto ancora abbastanza, non lo so, ormai sono così stanca, adesso non farmi pensare, lascia che provi a sbattere le palpebre, è l'ultima cosa che mi riesce.
Tra pochi giorni un commosso Paolo Bonolis ed un Luca Laurenti con una faccia da circostanza come da copione, faranno un commosso e sentito omaggio a Mino Reitano.
Il pubblico applaudirà commosso e lo spettacolo dovrà, come regola, continuare.
Con Mino Reitano non muore solo un cantante da tempo dimenticato, muore quella canzone italiana in bianco e nero che aveva nel festival di San Remo ed in Canzonissima i suoi massimi momenti di celebrità.
GiroMike, Festivalbar, Un disco per l'estate, Castrocaro ora sono solo ricordi.
Una canzone fatta di palchi montati nella piazza centrale del paese, di chilometri macinati tra una data e l'altra, notti dormite più sui sedili delle auto che in letti d'albergo.
Una canzone per alcuni semplice ma alla quale molti oggi devono molto.
Il giorno della memoria mi serve per ricordare che è molto facile e comodo usare il telecomando per cambiare canale di fronte alle immagini dei massacri.
"Quando le persone vedranno queste immagini, diranno 'Oh mio Dio, è orribile!'. Eppoi inizieranno a cenare."
(Dal film Hotel Rwanda)
Non vi preoccupate, non sto per scrivere un post stile romanzetti Harmony del tipo "Al culmine della passione Amanda urlò il suo piacere così forte da scuotere i quattro angoli della nazione".
In realtà il post nasce da una casuale occhiata alla targhetta della taglia su un paio di mutande che ho comprato (lo so un argomento di assoluto interesse mondiale, dal quale dipendono le sorti dell'umanità).
Praticamente qui da noi è bastato dire "numero 7" e prontamente la gentile commessa mi ha consegnato un paio di mutande confacenti alla mia misura.
Però se mi fossi trovato in the United Kingdom of Great Britain e Northern Ireland le cose si sarebbero maledettamente complicate.
Avrei dovuto dire, ispirandomi a James Bond, "size 2XL of course!"
Mentre se il mio shopping si fosse svolto in Spagna avrei dovuto parlare di una "taglia 40" e sinceramente non riesco capire un simile aumento numerico nella penisola iberica.
In Germania, invece, le cose sarebbero state meno complicate perchè lì la taglia è un semplice "8".
Mi sarei aspettato, vista la "grandeur" che in Francia minimo minimo occorresse tirare fuori dei numeri che vanno dal 70 in su, invece basta un semplice "6" per avere la medesima taglia italiana.
Insomma in poche parole, le intese tra stati hanno creato monete uniche, comunità di stati, dichiarazioni universali su ogni aspetto della vita, ma non un metodo unico di misurare la taglia di una mutanda.
Buon Martedì a tutti.
C'è un dato dal quale voglio partire.
Ad Auschwitz furono deportati quarantamila italiani, tremila di questi erano di religione ebraica.
Solo da questo dato che riguarda un singolo campo di sterminio, un solo popolo coinvolto, capiamo quanto tremendamente immensa sia la tragedia dello sterminio.
Ecco perchè chi tenta di negare l'olocausto in realtà tenta di negare tutto il resto.
Quando il treno che entrava dal portone di Birkenau scaricava la gente, il primo ordine al quale i deportati disabili fisici dovevano sottostare era di consegnare ai soldati i loro supporti ortopedici.
E questo per quelle persone signifcava la morte immmediata. Senza distinzione di sesso, religione od opinione politica.
A Birkenau il monumento che ricorda tutto ciò è un monumento che non ha colori di religione e politica, ricorda solo che quella follia aveva come fine principale la distruzione dell'uomo ancor prima delle cose che ci rendono differenti e unici
Ho cancellato per sbaglio gli ultimi due post, che bravo che sono.

Mi è difficile perseguire la misura colma della felicità.

Speriamo bene
Oggi alcune testate italiane parlando del giuramento di Obama, primo presidente di colore degli Stati Uniti, scrivono di come l'evento segni la fine del razzismo (sì certo ci credo tantissimo) negli Stati Uniti.
Per una volta noi siamo stati migliori ed in anticipo rispetto a loro, noi il razzismo lo abbiamo abolito già nel 1996 con l'elezione a MIss Italia di Denny Mendez, però dell'evento beneficiarono solo i telespettatori.
Detto questo, buon lavoro Mr Obama.
Non vedo che bisogno abbia Radio24 di dare spazio a Giuliano Ferrara, ci mancherebbe solo che riportino al microfono Maria Giovanna Maglie al posto di Giuseppe Cruciani e la restaurazione è completa.
Chissà come è vivere col dubbio di essere ricchi o ricchi sfondati
San Bonifacio è il paese dove lavoro ora, non è proprio ad un tiro di schioppo da casa ma nemmeno così lontano. L'importante è che non ci sia nebbia per la strada.
San Bonifacio dicevo (il dicevo riprendendo un discorso fa sempre molto Paolo Conte in "Genova per noi") a guardarlo bene assomiglia a certe località di mare.
Se si passa sul fatto che non c'è il mare, il viale centrale dove c'è il cinema sembra proprio il viale di un lido comacchiese o di una marina ravennate.
Le ringhiere dei balconi sono uguali a quelle di 40 anni fa, sono affascinanti, uno scorcio di anni 60 del quale pochi si accorgono e spesso i balconi sono rotondi non dritti, c'è pure alla fine un palazzone orrendo, molto stile anni 60 che fa molto anni del boom.
Una mia collega dice è un paese morto, a me invece piace, sarà che mi accontento di poco, sarà che me lo devo far piacere. A me basta il fatto che ci sia un vialone stile boom economico anni 60.
C'è anche una libreria, ad esempio al mio paese una libreria non c'è, i libri si comprano al supermercato, che non c'è nulla di male a comprarli lì, però io sono all'antica, i libri mi piace comprarli in libreria.
Ci sono pure tanti negozi quelli che ti fanno compagnia quando passeggi, dove non entrerai mai a comprare niente, ma sapere che stanno lì e guardare le loro vetrine è un rito senza il quale la passeggiata saprebbe di meno.
Quasi quasi potrei anche pensare di venirci ad abitare, boh ci penso.
Questa è la trama di "Imago Mortis" che esce nelle sale in questi giorni:
Ai giorni nostri, presso la scuola internazionale di cinema, il timido studente e aspirante regista Bruno, spossato dagli studi e dagli impegni extra scolastici, inizia ad avere strane visioni che lo portano a distorcere la realtà attorno a se.
Questa è la trama di "Donnie Darko":
Donnie Darko, un adolescente americano, durante una sortita notturna in preda a un attacco di sonnambulismo, si imbatte in Frank, un coniglio gigante che gli predice la fine del mondo. Ovviamente 'Frank' non è altro che una visione di Donnie
"Imago Mortis" poi usa elementi già visti in "Quattro mosche di velluto grigio" di Dario Argento.
Come si evince da questo estratto di Wikipedia:
E' a questo punto che la polizia, incapace di identificare il colpevole, decide di far ricorso ad una moderna tecnologia: fotografando la retina della vittima sarà possibile ricavare l'ultima immagine impressa su di essa e, si spera, il volto dell'aggressore. Il tentativo, tecnicamente riuscito, risulta tuttavia vano, in quanto l'unica confusa immagine che emerge dalla retina di Dalia è quella di quattro mosche
Alcuni commenti tecnici di Salvatore Bagni durante la partita Inter Genoa di Coppa Italia:
"Adriano deve trovare la prestazione e il gol", un po' come dire che Valentino Rossi deve trovare la moto, la velocità e la vittoria.
Domanda di Civoli: "Dove si posizionerà Obinna?", Bagni:"Non so, adesso vediamo"
Domanda di Civoli: "Come ti spieghi questo cambio del Genoa dopo tre minuti della ripresa, Salvatore?", Bagni: "Non saprei"
"Eppure io tornerò a camminare", mamma finchè ha potuto lo ha ripetuto sempre, "non mollo, non mi arrendo". Lo ha detto a tutti, sempre.
Di quella volontà l'unica cosa che rimane ora è il suo cuore,un cuore più forte di quanto lei stessa potesse immaginare, un cuore che nemmeno un'atleta sotto sforzo ha.
Questa speranza che mamma ha sempre avuto io non l'ho mai avuta, mai.
Ho finito di sperare alla frase "la diagnosi è confermata",da lì in poi ho solo portato avanti la "normale amministrazione" della malattia, nemmeno così bene ad essere onesti.
Le uniche preghiere, in mezzo ad una mare di rabbiose bestemmie, sono state per me, mi vergogno a dirlo, per riuscire ad andare avanti, per riuscire a sopportare l'inevitabile.
E' questa la mia più grande debolezza, la mia grande vergogna, non ho avuto mai speranza, mi sono arreso subito.
Sali in auto, accendi la radio senti una canzone di Garbo.
E pensi "mi mancano le canzoni di Garbo, mi mancano"
Così senza un motivo, solo nostalgia forse.
Il fatto che "Gomorra" dovesse vincere il "Golden Globe" perchè favorito è un'idea che ci siamo messi in testa da soli.


Angelina Angelino
Amica: Sai la mia amica c'è rimasta un po' male del tuo comportamento quando siamo andati a cena.
Io: Cioè? Scusa mi sembra di essermi comportato bene.
Amica: E' questo il punto, lei si aspettava che la invitassi ad uscire...
Io: ......sgrunt!
Sabrina Ferilli: beato chi se la fa sul sofà.
Tutte le fasi di una malattia sono pugni nello stomaco, sempre più forti. Quando poi un genitore non ti riconosce, lo sguardo nel vuoto, chiamarlo e non vedere segnali di risposta.
Pugni nello stomaco, ma non sgorga sangue come conseguenza della botta ricevuta, solo silenziose lacrime; che si mascherano con un sorriso di circostanza, facendo finta di soffiarsi il naso, lacrime sfogate mentre si guida con il timore che chi ti incrocia ti veda in quell'attimo di debolezza. Lacrime che si trattengono mentre si parla al telefono.
Il bacio e il sesso, qual è la migliore tra le due cose?
Il sesso, il fare l'amore (e qui si aprirebbe ancora una volta la discussione su cosa sia fare l'amore e cosa sia fare sesso con qualcuno, ma non praticando, naturalmente contro la mia volontà, da un po' di tempo, mi asterrò da questa discussione) trovo sia un magnifico metodo per migliorare la chimica di una storia, la confidenza che si genera è qualcosa di inspiegabile, forse empatia è la parola migliore per descrivere la sensazione.
Però il bacio ha in sè qualcosa di ancora più eccitante, perchè il primo bacio ad una persona è la prima barriera che cade tra due persone, è la prima volta che si lascia qualcuno avvicinarsi più del solito.
Ed è forse per questo motivo che delle storie avute e dei baci dati, il primo, sia l'unico che io veramente ricordi bene,
Il Capitano è tornato, lunga vita al capitano
Niente, purtroppo niente.
Ansa.it
Il Sindaco di Verona, Flavio Tosi (l'uomo più allergico al rasoio e alla cravatta della storia di Verona) continua la sua crociata contro la prostituzione.
Il divieto di prostituirsi in strada verrà esteso agli anche alle abitazioni private del territorio del comune di Verona.
Ciò significa che la provincia diventerà un super concentrato di prostituzione, visto che quasi certamente le praticanti la professione migreranno ove il divieto non sussiste, sempre che i sindaci della provinicia non applichino misure simili e qui salta fuori il problema della vigilanza sul divieto. Tosi pare abbia invitato i condomini a denunciare situazioni "equivoche", staremo a vedere.
Sono a pezzi.
E' veramente interessante notare come ogni politico italiano sappia come poter risolvere o mediare tra israeliani e palestinesi.
Gli stessi politici che però poi non hanno saputo (voluto?) risolvere in quindici anni, il "famigerato" conflitto di interessi
Se poi ci mettiamo dentro il fatto che l'unica proposta di legge sul conflitto di interessi è stata fatta dal centro-destra, direi che il quadro è più che completo.
Fuori argomento, qui fa un freddo torrenziale, da voi?
Festeggiar l'anno nuovo è duopo ma come si pote se col lavoro non si pote. Pensò N.
Me misera, me tapina agghindar all'uopo vorrei la mia magion ma il lavoro marrano non mi dà una una mano.
Orsù! D'animo non mi perdo, festeggiar saprò di certo!
Udite Udite, amici d'ogni dove!
Se alla mia festa partecipar vorrete, con le mani colme di libagion accorrer dovete!
Or il banchetto splende ed ognun la man tende a gustar lo ricco piatto, chi di soppiatto, chi a man bassa, ognun sorridendo attento al divertente evento.
Che il nuovo anno sia felice e non tremendo!
Quelli che in bagno non si usano i rotoloni di carta per asciugarsi perchè salviamo le foreste eppoi lasciano i monitor con la lucina dello stand by accesa OH YEAH!
Quelli che viva l'integrazione razziale ma poi alla Lidl non ci vanno perchè ci sono troppi extracomunitari OH YEAH!
Quelli che Berlusconi è un delinquente ma poi hanno la tessera mediaset premium perchè il calcio è il calcio OH YEAH
Omaggio ad Enzo Jannacci