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Fa un freddo cane
Sto guardando su Discovery Channel un documentario dal titolo "Armi del futuro".
Quando si parla d'armi si pensa sempre a chi le armi le vende, i cosiddetti "mercanti di morte", però c'è anche qualcuno che le armi le costruisce.
E' impressionante il numero di "cervelli" e soldi investiti per ammazzare il prossimo nostro. Impressionante.
Avete presente un pesce fuor d'acqua?
Letteralmente cioè, proprio prendere un pesce e tirarlo via dall'acqua. Cosa fa? Si dimena, boccheggia, gli occhi sembrano esplodere dalle orbite.
Ecco, adesso sostituite il pesce con una persona. Fatto?
Bene, avete ottenuto l'immagine di un malato di SLA che sta morendo. Levate solo il dimenarsi, per quello non c'è più un briciolo di forza ed aggiungete saliva e bave in quantità industriale.
Non vi preoccupate,per il momento nessuno è morto.
Per il momento.
Se disturba quanto scritto potete sempre visitare il sito di Stephen Hawking, oppure guardare l'episodio di Star Trek dove compare, o la sua parodia autorizzata nei Simpson.
Lì nessuno muore per davvero e magari vi scappa pure una risata.
Sì lo so che non è colpa vostra, lo so.
In punto di morte la sinistra si convertì a Vladimir Luxuria
17.04.2009
L'uomo lavorava nella raffineria da quindici anni, ogni giorno controllava meticolosamente le tubature, gli indicatoridi pressione. Non c'era un centimetro quadrato di quella sezione che lui non conoscesse, la sua casa gli era più misteriosa per assurdo, se dopo venti anni che ci abitava doveva chiedere quasi ogni giorno dove fossere camice e calzini.
Oltre ai controlli sullastrumentazione, il manutentore aveva una maniacale tendenza al pulito, non c'era un granello di polvere in quell'enorme stanza fatta di tubi e valvole, nemmeno casa sua era così pulita.
L'unica cosa che lo turbava erano quelle quattro viti arrugginite che anni prima sorreggevano con tutta probabilità un cartello, chissà cosa c'era scritto. Questo lo turbava nella sua ordinata e produttiva giornata lavorativa, col tempo però il turbamento si era affievolito e riusciva a dominarlo senza particolari batticuore.
Tutto accadde un giorno senza alcun segnale premonitore, a ripensarci tutto forse duro qualche secondo, un minuto o due al massimo.
Squillo il suo cellulare, rispose, era il vecchio manutentore che gli aveva insegnato il lavoro.
"Hai letto quel cartello?"
"Quale cartello? Non ci sono cartelli qui, l'unico è stato staccato, rimangono solo le viti arrugginite"
Finì la frase e vide un gatto di polvere passargli davanti, poi la polvere prese fuoco e in pochi secondi l'intera raffineria esplose.
"Probabilmente qualcosa, forse un cellulare ha dato il via alla combustione", disse poi ai giornalisti il capo dei vigili del fuoco.
Nessuno seppe mai che l'esplosione aveva scaraventato a centinaia di metri un cartello che si era smarrito molti anni prima all'interno della raffineria,
"DANGER CELL PHONES AND DUST CATS KILL!"
I cellulari e i gatti di polvere uccidono!
"I poveri cresciuti per essere ricchi
I ricchi cresciuti per essere di nuovo poveri
Corro verso il paradiso"
William Butler Yeats, Running To Paradise
Conoscevo l’uomo che oggi ha sterminato la famiglia eppoi si è tolto la vita a Verona.
Era stato il curatore fallimentare dell’azienda di papà.
Era stato duro con noi all’inizio ma poi ci aveva anche aiutato e di questo posso solo ringraziarlo. Aiuto che si sarebbe poi rivelato importantissimo durante la malattia di mamma.
Non riesco a crederci.
Repubblica.it
In tempi di crisi economica la mafia potrebbe tentare di dare la scalata ad alcune imprese in Piazza Affari. L'allarme arriva da due fronti. Ne ha parlato il magistrato antimafia Antonio Ingroia e lo ha ribadito il leader degli industriali siciliani Ivan Lo Bello. Che Cosa nostra possa avere la capacità economica di lanciarsi, grazie alla collusione dei colletti bianchi, alla conquista di qualche gruppo imprenditoriale, magari di primo piano, non sembrano esserci dubbi.
Il resto dell'articolo è qui.
Il Sole 24 Ore.
La candidata “svezzante” si distingue tra le specie di candidati sino ad ora esaminati per il particolare ruolo di donna che sta crescendo un pargolo e per la sua ricerca di lavoro.
Essa entra in retromarcia in filiale usando le terga per l’apertura della porta e dopo una giravolta spaziale alla Atlas Ufo Robot posiziona la carrozzina col bimbo incorporato ed inizia il colloquio con tranquillità, come se nulla fosse.
Mentre parla, il pargolo inizia a dare segni di irrequietezza, dettati dall’ora della poppata. Con inaspettata leggiadria e movenze sinuose, la candidata “svezzante” abbraccia il bimbo e con naturalezza alza la maglia e d estrae il seno destinato alla poppata e mentre ella continua a declamare le proprie capacità lavorative, il simpatico pargolo degusta il nettare materno ina ssoluta calma, poppata dopo poppata.
Il colloquio prosegue con il selezionatore che con occhi sbarrati guarda poi la candidata riporre il sopracitato seno nella apposita coppa del reggiseno, con naturalezza come se nulla fosse accaduto, anzi la candidata “svezzante” è ancora più sicura di sé.
Ella, una volta sistemato il sazio bimbo nel passeggino, tende la mano e ringrazia felice non solo di avere ripopolato la specie e di nutrirla con fierezza ma di essere una mamma che non sta con le mani in mano, anzi, ed è già alla ricerca di un nuovo lavoro quando il periodo di maternità avrà fine.
Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l'incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
L’Italia del calcio di Lippi pareggia con i mostri sacri della Grecia, che solo pochi anni fa col loro calcio spumante (champagne potrebbe far arrabbiare Domenec, CT fransciese) schiantarono l’Europa.
Ed ecco gli osanna al Marcellone nazionale levarsi al cielo. Lippi più meglio di Pozzo! Titolano trionfanti i giornali, Marcellone Lippi, in un epoca di guide e riferimenti traballanti, è il nuovo “conducator” che spinge l’italica nazione al successo nel mondo.
Se nel 2006, durante il mondiale di Germania Lippi era il cattivo per definizione , fuma il sigaro, è amichetto di Moggi, ci ha pure il figlio indagato, ora tutto vive sotto una luce nuova.
Fuma il sigaro come Winston Churchill, è la parte migliore del moggismo, è al passo con i tempi: chi non ha un parente indagato dalla magistratura però potrebbe diventare suocero della Hunziker, insomma un rimedio lo si trova sempre.
Ultimo ma non ultimo, ci ha salvato da Donadoni, inquietante premonizione calcistica della recessione allora in arrivo e oggi palpabile realtà.
Re Mida col semplice tocco trasformava tutto in oro, Lippi no, fa direttamente collier, braccialetti ed anelli con diamanti incastonati.
La partita? Ecchissene! C’è Lippi!
“Svegliati Puttana!”
Puttana era la cosa più gentile che si sentiva dire, poi c’erano le botte, gli stupri di gruppo e la guerra.
Namila aveva nove anni la prima volta che premette il grilletto di un fucile mitragliatore.
Non sapeva se le sue pallottole avessero ferito o ucciso qualcuno, quando ordinavano di sparare lei eseguiva gli ordini, se non l’avesse fatto l’avrebbero picchiata probabilmente fino ad ucciderla.
“Sarebbe una liberazione” pensò Namila, col corpo pieno di lividi e con le guance rigate dalle lacrime, era sempre così la notte prima di un combattimento, di un’imboscata ad un convoglio, sempre così.
“Divertiamoci, domani potrebbe essere l’ultimo giorno” gridavano mentre i maschi la tenevano ferma per “divertirsi”. Poi piangeva in silenzio, senza farsi vedere. Se l’avesse fatto l’avrebbero offesa e picchiata.
“Domani mi farò uccidere, andrò incontro ai soldati, loro spareranno e finirà tutto”
Poi Namila guardò i bambini sulle altalene, uno di loro saltò dal seggiolino e le corse incontro “Possiamo stare ancora qui Mamma?”
“Sì possiamo stare finchè vogliamo, continua a giocare io rimango qui a guardarti”
Il bambino corse di nuovo verso gli altri bambini, qualcuno prese una palla ed inziarono a rincorrerla, una piccola confusione “organizzata” che Namila guardava sempre divertita. Guardare il figlio giocare riusciva a distrarla dagli incubi di quando l’avevano portata via dai suoi genitori e messo un mitra in mano, per la causa dei ribelli.
Namila non aveva mai giocato in vita sua, neppure ora che tanti anni erano passati, neppure ora con il figlio riusciva a giocare, la notte immaginava sempre che qualcuno sarebbe entrato nella sua stanza a picchiarla e stuprarla. Eppure nonostante era risucita a fuggire e a ricominciare la sua vita persino a costruirsi una famiglia. Altri erano morti e anche in questo momento bambini e bambine venivano portati via dalle loro famiglie per una delle tante “guerre giuste”
Namila non avrebbe mai smesso di avere gli incubi, lo sapeva bene, quello che subisci da bambino non si cancella più, puoi fare finta di nulla ma i mostri nella mente rimangono per sempre.
Namila però aveva vinto comunque la sua battaglia, senza uccidere nessuno, solo con la sua volontà ed era fiera del fatto che suo figlio da grande non avrebbe ricordato violenze e morti ma avrebbe avuto quella nostalgia prende le persone quando ricordano l’età del gioco spensierato.
Più di 250.000 tra bambini, bambine e adolescenti sono utilizzati dagli eserciti e dai gruppi armati come soldati. fonte http://www.bambinisoldato.it/

Sergio "largo ai giovani" Zavoli
Precisazione: a me mi piace Zavoli, però ragazzi un sussulto di novità no vero?
Tra ieri ed oggi è avvenuto il classico evento tipicamente feisbucchiano di diventare amico di chi è già tuo amico, ma le assurdità feisbucchiane non sono finite qui.
Una di queste persone ha in comune con me un altro amico. La situazione assurda è che queste due persone non si possono vedere neanche di striscio.
E tutto ciò è stupendo.


Calista Callisto
Il candidato “rompi”
Il candidato “rompi” si distingue nella specie per comportamenti che lo rendono immediatamente riconoscibile .
Egli ha un’età tra i 40 ed i 50, distinto, spesso anche ben vestito, il candidato “rompi” entra in ufficio guardando prima a destra, poi a sinistra, in basso ed in alto. Resosi conto che non è pericolo e che nessuno lo accoltellerà inizia le sue tipiche danze tribali.
Solitamente il candidato “rompi” non si presenta, chiede direttamente “Ci sono offerte di lavoro?”
La tecnica migliore per stabilire un contatto proficuo col candidato “rompi” è di farlo accomodare e fargli un sorriso di benvenuto che però egli recepisce di solito almeno nei primi secondi come una minaccia ma resosi conto che ormai non può più fuggire si tranquillizza ed inizia a parlare.
Una volta terminato il colloquio e capito per quali mansioni potrebbe andare bene il candidato “rompi” ti guarda ed inizia una serie di domande che nemmeno il terzo grado della CIA è così duro.
Sono l’unico candidato, se sì quante possibilità ho che mi prendano, se no quanti candidati ci sono?
Dove è l’azienda?
Cosa produce?
Perché cercano?
Come si chiama l’azienda?
Quanto pagano?
Tra quanto mi saprete dire l’ora ed il giorno del colloquio?
Adesso che ha risposto a tutte le domande mi dica in tutta sincerità ho possibilità di essere assunto?
Una volta risposto e cercato di soddisfare al meglio le “curiosità” del candidato, il candidato “rompi” si ferma nella terra di nessuno tra la scrivania e l’uscita guardandoti e ricomincia:
Ma l’azienda cosa ha detto che fa?
Ma quanto pagano?
Quando mi dite qualcosa?
E così via fino a quando terminata la pazienza si risponde: “Potrei anche fissarle un colloquio se lei mi lasciasse lavorare e non passare la giornata a rispondere a cose che le già detto almeno trenta volte”
Il candidato “rompi” però non si arrabbia ti guarda e chiede: “Va bene ma quando mi dite qualcosa?”
La volgarità si sveglia presto al mattino, prima di tutti, quando la incontri è già lì da almeno un paio d'ore, anzi probabilmente non va mai a dormire. Ed è incredibile come riesca sempre ad essere in forma senza mai riposare, nemmeno per un istante.
La volgarità inizia al bar con le battute alla bella barista e continua al lavoro, con la signora che viene a presentare il proprio curriculum e come elemento accessorio ti sbatte in faccia una scollatura che lascia poco all'immaginazione, perchè si sa tutto aiuta.
Sempre al lavoro la volgarità prende decisamente il comando della situazione quando il collega più anziano consiglia la propria collega di essere un po più "troia" con i clienti per fare fatturato.
E anche i clienti danno il meglio usando come strumento di trattativa la volgarità: "Saprei io come soddisfarti" dice un signore (si fa per dire) ad una mia collega.
Non parliamo poi di quando il parente stretto chiede candidamente "Ma quella che frequenti te la monti?"
E così tra battute, persone e situazioni volgari, arrivi a sera e il tuo programma preferito viene interrotto dalla pubblicità di uno scoiattolo scoreggione, così tutti ne parleranno, perchè cosa vuoi che faccia presa sulla gente? Qualcosa di volgare no?!
Esiste una misura così infinitesimale da essere impercettibile persino agli strumenti di misurazione più infallibili? Non lo so, ma se esiste Venerdì mattina mamma è stata vicina alla morte in quella misura. Sembrava finita, sembrava che non ci fosse più nulla da fare.
Quando sono entrato nel corridoio che porta alla camera di mamma nessuno aveva il coraggio di guardarmi, nessuno.
Poi mamma ha riaperto gli occhi e piano piano si è ripresa. Mi sono seduto accanto al suo letto tenendole la mano e mi ha sorriso.
E come sempre la consapevolezza che la morte sarebbe la fine delle sue lunghe sofferenze si mischia con la gioia di averla ancora accanto.
Il lungo giorno continua.
Il candidato ideale
Il candidato ideale entra con il sorriso, egli ha già tutto pronto, docuemnti fotocopiati e curriculum compilato in maniera egregia.
Affabile, piacevole e preparato il candidato ideale è un’isola felice nella giornata di lavoro e colloqui di selezione.
Egli è disponibile a trasferte, non disdegna di fare qualche chilometro in più, così come dà piena disponibilità anche a mansioni non proprio in linea con il suo profilo perché è consapevole che occorre investire e conoscere nuove realtà.
Quando il colloquio termina spesso l’addio al candidato è accompagnato da un caffè e una simpatica chiaccherata sul più e il meno, tutto sancito da una sincera stretta di mano.
Poi suona la sveglia…
| BRASILE: MUORE TRAVOLTA DALLA BARA DEL MARITO |
| SAN PAOLO - E' morta travolta dalla bara del marito appena spirato. Il tragico episodio è avvenuto su una strada di campagna nello stato brasiliano di Rio Grande do Sul. Marciana da Silva Barcelos, di 67 anni, si trovava su un pick-up di una compagnia di pompe funebri che riportava la salma del marito morto il giorno prima alla cittadina dove avevano vissuto insieme per cinquant'anni, Arroio dos Ratos. Un'auto guidata ad alta velocità da uno sconosciuto in stato di ubriachezza ha tamponato in modo violentissimo il furgone. La bara è stata proiettata in avanti, entrando nella cabine dei passeggeri e uccidendo sul colpo la donna. I due veicoli sono finiti fuori strada. Entrambi i guidatori sono all'ospedale con prognosi riservata, mentre il figlio della coppia, che si trovava a fianco della madre, se l'é cavata con poche escoriazioni. |
L'ologramma nello studio della Cnn non è una novità. Si era già visto al Live Earth con Al Gore
Ho poi trovato questo filmato
L'unica novità è che ora sono immagini dal vivo e non registrate.
Il candidato “davo un mano in giro” si palesa al resto della specie umana presentandosi con frasi come “vorrei provare a fare una domanda di lavoro”.
Si aggira nei pressi dell’agenzia di lavoro guardando gli annunci esposti come figure votive alle quali rendere grazie.
Egli è fondamentalmente persona buona tuttavia ha notevoli difficoltà nel descrivere le mansioni svolte.
Il candidato “davo una mano in giro” presenta un curriculum nel quale vengono descritti i lavori svolti ma appena si tenta di approfondire egli candidamente risponde:
“Davo una mano in giro”
Sapere in quale settore produttivo o per quale azienda egli ha dato “una mano in giro” è impresa ardua, il candidato si contorce, borbotta e conclude “davo una mano in giro”.
Quindi egli può avere contribuito alla costruzione della stazione spaziale internazionale dalla progettazione alla messa in orbita come anche avere solo fatto le pulizie alla Nasa.
Egli poi una volta che allunga la mano per salutare, cortesemente nulla da eccepire, ribadisce “se c’è da dare una mano in giro…” ed esce sorridente e felice.
Sarà che terminare tutte le giornate accanto al letto di una persona che sta morendo, dopo che hai visto la stessa persona ammalarsi gradualmente fino all'imminente finale, ecco sarà questo complesso di cose ma guardi alla vita, non dico con meno speranza, però qualcosa di simile.
Tutto diventa normale ed un evento come l'elezione di una persona di colore a presidente di una nazione che le stesse persone di colore poco più di cinquanta anni fa le smanganellava di gusto è certamente un grande evento però adesso il mio sguardo si ferma all'orto di casa. Un provincialismo personale che non conoscevo ma che è saltato fuori così all'improvviso.
Ecco vorrei averla questa speranza che altri hanno, vorrei avere la speranza di un mondo nuovo mentre quello che conoscevo scompare lentamente giorno dopo giorno, puntura di morfina dopo puntura di morfina, vorrei che la testa smettesse di pensare solo al dolore che provo, vorrei l'entusiasmo, vorrei che ci fosse un nuovo inizio.
Vorrei.
E' vero, la frase sull'abbronzatura di Obama è una grande scemata, vorrei però che ragionassimo insieme su noi stessi e sul diverso da noi.
Vi è mai capitato in autobus di rimanere in piedi perchè l'unico posto libero è quello accanto ad una persona diversa dal vostro colore, magari marocchina?
Vi è mai capitato di avere un po' di paura nel fare bancomat perchè non lontano da voi c'è qualcuno che vi guarda, magari extracomunitario?
Avanti, rispondete sinceramente, non abbiate paura di guardarvi dentro.
Già voi direte “Sei veneto, da te siete tutti razzisti!”. Sì certo, facile conclusione. Ipocrita però.
Sia chiaro mica voglio dare ragione a Berlusconi,vorrei solo che ci levassimo di dosso quel velo di ipocrisia che portiamo con noi.
E' vero gli extracomunitari vengono quì da noi, fanno quei lavori che nessuno vuole più fare, certo ci servono, l'importante è che rimangano poi nelle loro case, tra di loro.
Avanti, siate onesti lo avete pensato, anche solo una volta ma lo avete pensato vero?
Certamente mentre mi leggete pensate “Ma cosa scrive questo oggi?”, semplice, scrivo di noi di come la pensiamo nel privato del nostro salotto, pronti ad indignarci per una frase stupida del nostro primo ministro, noi che però speriamo che i nostri figli non portino mai a casa fidanzati di colore diverso dal nostro, noi che speriamo che i nostri figli non siano, che ne so so, gay, no anzi usiamo le parole che in realtà pensiamo: froci o culatoni.
Noi che siamo tutti politicamente corretti a parole, ma poi in certe strade non andiamo a passeggiare perchè ci abitano tanti “extra”, noi che restiamo in piedi nelle sale d'attesa perchè vicino a quel marocchino non mi ci siedo.
Noi, io. Vestiti del colore dell'ipocrisia.

Visto e considerato che il mio amico juventino Kino è diventato papà di Irene Sabato sera, va bene così
Congratulazioni!
La pizzeria Olivo in piazza Bra a Verona è un locale storico. Storico, già papà mi raccontò che non sempre il cliente è il benvenuto, è il loro modo di farti capire quando è ora di sloggiare dal simpatico pubblico esercizio.
E' una tattica di derivazione "veneziana", nel senso che a Venezia in piazza San Marco dopo aver consumato e se sei in prossimità della mezzanotte si avvicina il cameriere e con voce ferma e stentorea annuncia "Signori si chiude, sono tot euro".
Ieri sera la mia amica Elisabetta esprime il desiderio di andare a mangiare la pizza proprio alla pizzeria Olvio, le spiego che è già tardi e non ci tratteranno benissimo vista l'ora (le 22 e 30 circa, purtroppo prima non posso uscire).
Comunque da perfetto zerbino su gambe accontento il suo desiderio irrefrenabile di mangiare nel locale proposto.
Ci sediamo, i camerieri ci accolgono con sorrisi e cortesi frasi di benvenuto, chissà forse la tendenza è cambiata ma ecco la prima stoccata: "A quest'ora potete ordinare solo un piatto a testa".
Ordiniamo, solo un piatto a testa come raccomandato. Finita la pizza il cameriere ci rifila la seconda stoccata "Prima che il cuoco vada via gradite un dolce?"
Povero cuoco non mi sognerei mai di farlo lavorare un minuto in più, prendo solo un caffè mentre Elisabetta ordina una fetta d'ananas che in realtà non è una fetta ma delle piccole fettine quadrate, sette o otto al massimo, di dimensioni infime.
"Le porto il conto al tavolo così, se vuole, può rimanere a chiaccherare altri cinque minuti"
Sorrido alla inaspettata concessione, sono tempi di vacche magre, tutto quello che arriva e non ci si aspetta va benedetto e ringraziato.
I cinque minuti concessi trascorrono e sono costellati di occhiatacce da parte dei camerieri che ci guardano perchè non ci siamo ancora decisi ad alzarci, la musica di sottofondo viene alzata in modo che non si riesca più a parlare e allora ci alziamo ed usciamo, pago.
Uscendo il proprietario mi rivolge un sorriso ruffiano "Scusi" dico, rivolgendomi a lui con uguale sorriso ruffiano, "Perchè mettete sempre così fretta ai clienti?"
"In che senso? Stiamo chiudendo! E' mezzanotte!" non lo guardo nemmeno, non sto a spiegargli che ci sono pizzerie anche a pochi metri dalla sua che ancora lavorano a pieno ritmo.
La fortuna della pizzeria Olivo di Verona è di stare in piazza Bra e così loro di clienti ne avranno sempre tantissimi, cosa importa a loro di lavorare un'ora in più e di essere cortesi, quando io mi sono seduto ad ordinare avevano già incassato tanti di quei soldi che i miei erano solo una fastidiosa rottura di scatole.
E' interessante notare come la scortesia per gli ospiti aumenti proporzionalmente ai soldi guadagnati, davvero interessante.
Mi dissero "Leggi 'Sfera' di Michael Crichton, vedrai ti piacerà" da allora non ho perso un romanzo di Crichton. Proprio in questi giorni mi chiedevo quando sarebbe uscito il suo prossimo romanzo, che come al solito avrei divorato in pochi giorni.
Ieri però Michael Crichton se ne è andato, portato via dal cancro.
Le sue teorie sui parchi a tema, i suoi dinosauri, le sue paure sull'uomo che vuole dominare una natura che non si può domare e la scienza piegata al denaro piuttosto che al progresso come miglioramento di noi stessi; tutto questo era ogni sera sul comodino ad aspettarmi e tenermi buona compagnia.
Grazie di esserci stato.

Messaggio per le quindici milioni di coppie che hanno fatto l'amore in una Golf. La prossima volta comprate un auto che costa meno e con i soldi risparmiati andate a fare l'amore in albergo.
Di Carlo di calcio se ne intende!

Il gran giorno è arrivato, finalmente gli Stati Uniti votano il loro nuovo presidente. Molto si è detto, molto si è scritto. L'interpretazione italiana della campagna elettorale americana è stata un riflettere le mancanze della nostra classe politica sui candidati, trasformando John McCain nel nuovo Bush, cosa che in realtà non è e Barack Obama in una sorta di "unto del signore" (mi ricorda qualcuno) cosa che in realtà non è.
Sì,spero vinca Obama per la novità che rappresenta,ma non è tutto oro quel che luccica.
Obama si ritirerà un po' prima di McCain dall'Iraq e le truppe americane resteranno solo per addestrare l'esercito locale e per compiere missioni specifiche contro i terroristi della zona.
Ma chi se ne andrà dall'Iraq andrà in Afghanistan, fatte le debite proporzioni è una via percorsa anche dalla Spagna di Zapatero.
Il "CHANGE" di Obama è più affascinante del "PUT AMERICA FIRST" di McCain? Sì certo lo è, ma l'impressione (mia) è che McCain abbia coraggiosamente detto come stiano le cose in realtà e che per risolverle ci vorrà tempo.
Prendendo a prestito una frase dal film "Nixon" di Oliver Stone sembra che gli americani guardando Obama vedano come vorrebbero essere e guardando McCain vedano, invece, come siano in realtà.
Bene,ho detto la mia sulle elezioni a stelle e strisce, anche perchè è più facile guardare altrove che riflettere su di noi.
Averne di Obama e McCain, averne di Zapatero e Sarkozy.
Solo un'ultima cosa, spero che Obama sia un marito fedele o almeno più furbo. Abbiamo già dato nel ricordare Clinton solo per la Lewinski (volevo scrivere per un pompino ma è troppo volgare).
Non riesco più a scrivere
Da un po’ di tempo non riesco più a scrivere, è anche brutto trovarsi di fronte ad un problema così. Insomma uno apre un blog per scrivere e non riesce a scrivere. Per qualche giorno puoi anche mettere il link a notizie importanti, mettere qualche video musicale ma alla fine due parole due le devi scrivere.
Non ci riesco, Obama sta per diventare presidente, niente di niente. La Gelmini? Zero! Alitalia? Non pervenuta.
Sono preoccupato, capisco non ne avessi voglia, ma la voglia di scrivere c’è, eccome se c’è.
Forse non ho un vocabolario tale da potermi permettere di scrivere? Potrebbe darsi ma ci sono oltre quattro anni di blog che testimoniano il contrario. Qualcosa mi devo inventare ma come posso fare se non riesco a scrivere due acche in croce…
Brutto affare questo, proprio brutto. Volevo scrivere che da Sabato inizio un corso per imparare a suonare la chitarra ma come faccio se le parole non escono?
Avrei pure qualche anedotto da scrivere sulle persone che entrano in filiale ma non riesco a mettere in fila tre parole…
Forse il silenzio mi aiuterà a ritrovare la vena creativa oppure metterà definitivamente una pietra sopra il blog.
E se poi chiudo il blog e non scrivo nulla? Devo risolvere questa cosa di non saper più scrivere e come faccio a dirvi che non riesco più a scrivere?
Boh?! Magari ci faccio un post.


Walter Mondale e Michael Dukakis

Nella foto il Chievo
Bovolone, mattina le otto e trenta circa.
Esco di casa, mi corre incontro la signora del bar , in mano ha un pacco giallo, quelli della posta. "E' per lei,lo hanno portato ieri". Ringrazio della cortesia. Lo apro dentro un biglietto "Non te lo aspettavi vero? Noi ti pensiamo sempre. Riccardo e Cristina". Dentro un sacchetto trovo poi cioccolatini, quelli preferiti, una stecca di cioccolato, quella preferita e una crema per le mani e del burro cacao per labbra.
Verona, le diciassette circa.
"Dopo due anni che ti osservo al lavoro, credo che le tue doti migliori siano quelle commerciali, quindi ti vedrei bene per quel ruolo, se accetti inizierai a Gennaio..."
Cerea, un paio d'ore dopo.
Mentre stendo un po' di crema sulle mani di mamma le racconto racconto la mia giornata. Sorride.
E così è tutto un complesso di cose che fa si che io oggi mi senta meglio.
Nonostante tutto.
"Tiago è tornato la LAVATRICE dei tempi del Lione, quello che lava i palloni sporchi di centrocampo"
Maurizio Compagnoni, telecronista Sky, partita Juventus Roma del primo Novembre 2008.
Nella foto il giocatore Tiago
"Trenkwalder buongiorno!"
"Chiamo per l'annuncio che avete pubblicato sul giornale oggi" (quasi nessuno si presenta)
"Sì certo, lei da dove chiama?"
"Chiamo dal mio cellulare e sono a casa"
".........."