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antichissime ombre, e brancolando
penetrar negli avelli, e abbracciar l'urne,
e interrogarle. Gemeranno gli antri
secreti, e tutta narrerà la tomba
Ilio raso due volte e due risorto
splendidamente su le mute vie
per far piú bello l'ultimo trofeo
ai fatati Pelídi. Il sacro vate,
placando quelle afflitte alme col canto,
i prenci argivi eternerà per quante
abbraccia terre il gran padre Oceàno.
E tu onore di pianti, Ettore, avrai,
ove fia santo e lagrimato il sangue
per la patria versato, e finché il Sole
risplenderà su le sciagure umane.
Ugo Foscolo, I Sepolcri
La tua squadra ha vinto? Brinda con STOCK 84!
La tua squadra non ha vinto? Brinda a miglior fortuna con STOCK 84!
E il Chievo? STOCKAZZO che vince!
E’ tutto un complesso di cose cha fa si che io sia qui a scrivere tentando di capire se preferisco raccontarvi delle’ennesima tappa del della sofferenza di mamma oppure sia meglio linkare il sito delle Notizie Ansa riguardo ad un gelato al cioccolato…particolare.
Oppure potrei dirvi la mia su scuola, università, Gelmini, Berlusconi e Veltroni tiro palo, no traversa spazza la difesa. Ma lo fanno già in tanti e anche meglio di me.
Oppure, oppure, oppure...
E’ che Sabato mi sentivo bene, tranquillo anche in pace se volete, però poi da mamma ho capito che ormai non c’è molto più tempo.
E’ tutto un complesso di cose che fa si che io sia qui a pensare che se anche io sapessi benissimo che le cose sarebbero finite, e che ho un ‘età matura per elaborare il dolore meglio, ecco io non sono pronto.
Non sono pronto a restare da solo, non sono pronto e basta. E dopo? Cosa succede? E io che fine faccio?
Resto solo io a pensare a me? E la cosa più vicina al concetto di famiglia che ti ritrovi sono i colleghi di lavoro? Perché a me adesso, in questo momento non mi fila nessuno. Proprio nessuno. E io a stare da solo ci ho paura.
Una casa vuota, svegliarsi da solo, nessuno.
C’è di peggio, lo so, come mamma che mentre scrivo è nel suo letto a morire piano piano inesorabilmente. Quando è morto Papà è stato diverso, un grande vuoto incolmabile ma c’era mamma e allora stava ancora bene era diverso, il peso del dolore si divideva, si sopportava in due.
Adesso ho solo queste spalle, neanche tanto larghe, nemmeno tanto coraggiose, nemmeno belle da vedere.
Agatino Russo è un ex calciatore, è malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica.
In questa intervista, parla del suo dramma.
"Sono stato sfrattato perché da quando mi sento male non posso pagare l'affitto: tutti i miei risparmi di una vita sono andati per le cure e veramente non so più dove rivolgermi per essere aiutato”
Calciomalato.blogosfere.it
Gerard Damiano
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La vita di David Beckhman è divisa in due parti, la prima lo vede giocare e vincere tutto col Manchester united. Una bandiera, un punto fisso nell'universo della tifoseria dello United e nel panorama mondiale.
Non potevi pensare allo United senza pensare a Beckham e viceversa.
E questa, quasi certamente, è la parte migliore della carriera del talento inglese.
Poi c'è la seconda parte, quella nella quale in teoria si sarebbe voluto identificare il Real Madrid con Beckham e viceversa.
Si sarebbe voluto ma non è andata così. Beckham è diventato tutto tranne che un calciatore. Ha sposato una bella donna che è tutto tranne che una cantante.
Beckham è apparso ovunque diventando una contraddizione vivente, uno che di professione fa il calciatore famoso, giocando ogni tanto per caso tra una campagna pubblicitaria ed un servizio fotografico con o senza moglie.
Al Milan Beckham troverà come compagno di squadra Paolo Maldini.
Paolo Maldini non ha mai lasciato il Milan e con il Milan ha vinto tutto e se avesse avuto più fortuna sarebbe diventato pure campione del mondo e d'europa con la nazionale.
Anche Maldini ha sposato una bella donna che è tutto tranne che una cantante, anche Maldini ha fatto il testimonial pubblicitario.
Maldini però è rimasto sempre un calciatore, Beckham invece da Gennaio spera di tornare ad esserlo.
Qualcuno spieghi ai giocatori del Chievo che le ferie in Sardegna si fanno in estate.
Qualche giorno fa ho comprato per mamma una crema per le mani, spesso le si seccano, specie in questo momento nel quale il suo fisico sta rapidamente dimagrendo.
In realtà la crema non ha molto effetto, fa parte di piccole cose che faccio quando sono da lei.
Le pulisco le labbra, le metto il burro cacao perchè non si secchino troppo; poi le pulisco le orecchie ed infine le massaggio le mani con questa crema.
Una crema profumata, buona.
Tutte queste cose hanno solo lo scopo di farla sentire, per quanto impossibile, un po' meglio. Per cambiare un po' la sua giornata, per me è anche un modo di dirle che le voglio bene, un modo per farle capire che non è sola nella sua interminabile sofferenza.
Un modo, per me, per non sentirmi inutile ed impotente di fronte alla sua sofferenza.
Stasera, dopo due sere che non andavo causa malanni di stagione, volevo metterle un po' di crema sulle mani, per ricambiare quel bellissimo sorriso che mi ha regalato quando mi ha visto.
La crema però non c'era più, qualcuno ha preferito prenderla per sè.
Non è la spesa, non è la crema, è quello che rappresenta.
Il sorriso che fa mamma quando gliela stendo sulle mani, non ci ho grosse soddisfazioni in questo periodo e se poi qualcuno anche te le porta via.
Non voglio mica dire che chi si è portato via la crema sia un ladro, un po' stronzo sì però.
Il Caucaso, la sua gente, nelle parole di chi lo ha visto da vicino.
Movimento Europeo Dei Cittadini
Di ritorno dal suo viaggio di nozze una mia collega mi ha chiesto di rispondere a due domande.
Cosa sto cercando e cosa mi porto dentro?
Le risposte le servono per un'attività di volontariato con ragazzi adolescenti alla quale partecipa con il marito.
Non è mica semplice rispondere a due domande così. Ci ho provato e queste sono le mie risposte:
Cosa sto cercando? Cerco il mio posto nel mondo.
Cosa mi porto dentro?
Mi porto dentro le esperienze che ho vissuto. Cercando di capire ed imparare da queste.
Porto dentro di me anche tanti dubbi, piaccio alle mie colleghe oppure mi sopportano e basta?
Piaccio veramente ai miei amici, alle persone in generale?
Insomma, porto con me tanta insicurezza e l'incapacità di dare veramente quello che posso dare e soffro perchè non penso mai di essere all'altezza delle cose che vengo chiamato a fare.
Eppoi porto tanto dolore dentro, per la mia famiglia che a causa del fallimento dell'azienda di papà si è sgretolata, dolore per la malattia di mamma, per la sua sofferenza terribile.
Dolore per l'impotenza davanti a tutta questa sofferenza.
Però porto dentro anche la convinzione che sono sempre le persone, in fondo, a darti le cose migliori e porto dentro anche la speranza che un giorno Dio mi aiuterà a capire perchè a volte la vita non è un lungo fiume tranquillo.
Quando ci fu lo scandalo dei titoli argentini, di Cirio e Parmalat, iniziarono ad andare in onda spot con le banche pervase da una nuova luce.
Basta non siamo più schiave del rating e del budget a tutti i costi, siamo uguali ma diversi più liberi, puoi guardarci con fiducia, siamo tra amici,un caffè?!
Ora invece le banche, spinte anche da un comprensibilie spaghetto preso, iniziano ad offrire conti correnti con tassi netti alti, oppure check up finanziari senza impegno, non ti preoccupare fai quello che vuoi tu e il caffè te lo offriamo sempre!
Il messaggio è chiaro: "Per favore non abbandonateci, sappiamo di essere un po' brighella, però le azioni e quei cattivoni degli hedge funds o quei bastardi derivati non li facciamo più. Magari se sei un po' pirla ci proviamo comunque, però ci andiamo a confessare, basta impunità!"
Interessante anche la nuova vena minimalista di alcune banche.
Banco Posta in uno spot radiofonico fa dire alla protagonista "Soldi pochini...ma abbiamo deciso di aprire un conto corrente..."
Mediobanca invece ci invità ad aderire alla sua Che Banca... con tanto di jingle preso da Little Tony, immagini colorate e giovani.
Vi ricordate Enrico Cuccia? Era la quintessenza del grigiore finanziario e adesso Mediobanca si mette a fare la banca di tutti tra colori, margheritoni e slogan piacioni.
Ma per favore.
Filippo Facci scrive le parole definitive su Emilio Fede
Macchianera.net
Lo spot radiofonico Wind fa cagare.
Cara Lara,
forse la domanda che ti fai ogni giorno è perché le cose cambino così improvvisamente, senza neanche un segnale, un avvertimento, giusto così per prepararsi, giusto così per essere non dico pronti ma almeno mettere il vestito adatto per l'occasione.
Ti starai chiedendo perchè una mattina una semplice lettera di quattro righe mandi tutta la tua vita gambe all'aria.
Ti starai chiedendo perchè perdere il proprio lavoro abbia un effetto così devastante su tutto. In famiglia, con gli amici e soprattutto con te stessa.
Già, perché?
E' che il perché non c'è. O meglio sta dentro di noi.
Queste due gambe, queste due braccia, questa testa è tutto quello che abbiamo per andare avanti.
Abbiamo solo noi stessi per resistere a tutta questa pressione su di noi, che divide le famiglie, che mette la gente sulla strada.
Questa pressione che ci sgretola, che fa urlare agli amici "Mollami"
O ci mettiamo a ridere istericamente oppure diamo a quella parola fuori moda che è "amore" la possibilità di sfidarci a prenderci cura di noi stessi e trovare il nostro posto nel mondo.
Il tuo posto nel mondo.
Under Pressure. Youtube.com
Dopo diventare amico di persone già amiche. Dopo diventare amici delle proprie mogli o fidanzate, ecco la nuova frontiera:
XY è appena diventato amico di sua madre.
E' un momento difficile, occorre fare ordine, occorre intervenire. Anche facendo torto alle proprie convinzioni, anche se questo porterà a modificare le proprie abitudini. Non è più tempo di ostriche e champagne, anzi è più probabile dire che questi tempi non ci sono mai stati ed abbiamo vissuto una magnifica illusione.
Anche nei momenti più negativi eravamo abituati bene, abituati a fare il passo più lungo della gamba, abituati bene, troppo bene.
Adesso chi si arroga il diritto di stare al timone della nave deve correggere la rotta, deve avere il coraggo di andare controcorrentee fare spazio a chi non ha ne avuto. E' il momento di ascoltare le voci inascoltate, di scendere tra la gente e sentire il vero pensiero. Tastare con mano chi, da sempre, è abituato a stare a guardare e a pagare.
E' il momento giusto,mai come adesso chi comanda ha l'occasione storica di ascoltare le voci delle persone.
Quindi Beppe Iachini o passi definitivamente al 4-4-2 ed affianchi Bogdani a Pellissier, lasciando Langella sulla fascia oppure sulla fascia ci metti uno tra Iunco o Esposito.
Perchè qui punti non se fanno o se ne fanno pochi.
Insieme a te non ci sto più , guardo le nuvole lassù
Cercavo in te la tenerezza che non ho
La comprensione che non so trovare in questo mondo stupido
Quella persona non sei più , quella persona non sei tu
Finisce qua , chi se ne va che male fa!

Mantovani
Stringiamoci a coorte!(Correzione doverosa e grazie ad Elokia per la segnalazione) La lingua italiana ha bisogno di aiuto, di protezione.
Il nemico? Tiziano Ferro, di professione, si fa per dire, cantante.
Esaminiamo attentamente alcuni passaggi tratti dal suo ultimo singolo "Alla mia età".
"Sono un grande falso mentre fingo l’allegria,
sei il gran diffidente mentre fingi simpatia,
come un terremoto in un deserto che…
che crolla tutto ed io son morto e nessuno se n’è accorto."
Già qui inizio ad avere perplessità, ma continuiamo:
"Lo sanno tutti che in caso di pericolo si salva solo chi sa volare bene,
quindi se escludi gli aviatori, i falchi, nuvole, gli aerei, aquile e angeli, rimani te"
Che cazzo vuol dire?! Per favore ditemi che cazzo vuole dire.
Eppoi la conclusione:
"complimenti per la vita da campione,
insulti per l’errore di un rigore."
Cos'è questa strofa? Una dedica a Roberto Baggio?
Il capolavoro finale:
"E che la vita ti riservi ciò che serve spero
E piangerai per cose brutte e cose belle spero
Senza rancore"
Tiziano...ma va un po' a cagare!
Senza rancore.
"Non sappiamo più condannare perché siamo senza morale, non esiste più il Male, i grandi delitti non sono più grandi delitti, sono soltanto banali incidenti. "
Ferdinando Camon. Maso è fuori. Non sappiamo giudicare e punire.
"La maggior severità della giustizia che vorrei non vuol dire non prevedere degli sconti. Ma a posteriori, motivatamente, non a priori, prendi Previti."
Domiziano Galia. Il giusto, il poco e il troppo.
Ferdinando Camon, Fratelli d'Italia.
"I muscoli delle gambe si sono completamente consumati. La pelle è piena di lacerazioni"
Nel conto anche la residua capacità di deglutizione completamente sparita e quindi saliva che rende difficile respirare persino con un tubo piantato nella trachea
Il tutto al modico prezzo di sei punture di morfina e una o due di un altro antidolorfico. Continui rantoli.
Agonia, in una parola.
"Il pulcino Aquilani rompe finalmente il guscio azzurro"
Carlo Gente, Gr Sport, Radio24.
BBBUUUURRRRRPPPPPPP!
Il Montenegro ha sempre i suoi benefici effetti
Quel particolare rumore, di assai grave significato prognostico, che si produce per il passaggio dell'aria attraverso la trachea e il laringe, zone dove l'accumulo di secrezioni è facilitato dal venir meno della coscienza. È dunque il rumore agonico oggi detto rantolo tracheale. Se apprezzabile a distanza si parla di rantolo orale.
Wikipedia
"Ibrahimovic col suo giochicchiare svogliato in attesa dell'adeguamento
del contratto, non è un giocatore da Juve;
Molinaro che manda cross in tribuna, ma ha la faccia stravolta di chi
ha dato più di ciò che aveva, è da Juve"
Visioni in bianconero pubblica il manifesto della juventinità e anche se io spero sempre che le squadre giallo blu locali battano la vecchia signora, non posso fare a meno di complimentarmi per questa dichiarazione d'amore calcistico.
Alla vigilia del voto presidenziale stellestrisciato sono riconoscibili almeno due grandi correnti di pensiero su come andrà la scelta tra Mc Cain ed Obama.
C'è chi sostiene che il fattore razziale non sarà pregiudiziale nella scelta degli elettori, alcuni sondaggi infatti rilevano una significativa maggioranza di elettori intervistati giudicare i due candidati solo da un punto di vista politico
Altri, invece, sostengono che il vantaggio di Obama nei sondaggi potrebbe non essere veritiero invocando il cosidetto effetto Bradley, ovvero un fattore spesso presente quando la disputa per una carica pubblica si gioca tra un candidato di colore ed uno bianco. I sondaggi in queste occasioni danno in vantaggio il candidato di colore mentre poi al momento del voto i margini a favore dell'uno o dell'altro concorrente sono estremamente risicati.
Io sono dell'opinione che sarà una lotta all'ultimo voto e che degli attuali sondaggi c'è poco da fidarsi.
All’azienda sanitaria locale fanno storie per rimborsare la fattura dell’ambulanza che porta mamma all’ospedale ogni Giovedì.
“La vicenda è stata gestita male dall’inizio, vede se sua madre fosse assistita a domicilio le rimborseremmo volentieri il costo, ma non si preoccupi non andrà in prigione per questo”
“Sì, lo so. Al massimo mi sequestreranno il quinto dello stipendio però dopo un bel po’ di anni di contenzioso civile”
“Eh già” dice sorridendo.
Sì, ha ragione, la vicenda è stata gestita male, sono stato uno sprovveduto, un asino. Una persona normale sa benissimo che un’ambulanza con medico dedicato per il trasporto di pazienti ventilati costa 250 euro a viaggio (50 euro all’ora il medico). Queste cose le sanno tutti, eppoi una persona malata di Sclerosi Laterale Amiotrofica è un costo sociale, quindi oltre che morire giorno per giorno deve pure pagare per farlo.
Alla fine penso che il buon senso prevarrà e che non mi faranno pagare nulla, tanto io non pagherò comunque, perché questi costi devono per forza essere a carico del sistema sanitario. La gente tutti questi soldi non li ha. Io, almeno, no di certo.
Oppure finirò in quei programmi radiofonici o televisivi, dove la gente con le carte in mano deve reclamare diritti che sarebbero naturalmente suoi, ma per questioni burocratiche questi diritti vengono bellamente cancellati.
Cara mamma, la vicenda è stata gestita male, tu non dovevi ammalarti. Già adesso è pure colpa tua, si arriva sempre a questo punto.
Per pigrizia assoluta non ho letto il libro "Gomorra" e nemmeno ho visto il film tratto dal libro. Pa ra da, film sui bambini di strada e sulla vicenda del clown Milud, non so se ho voglia di vederlo, adesso preferisco vedere cose più "leggere", magari quando non avrò nella testa altre preoccupazioni lo guarderò.
Vorrei ragionare su un dato di pura critica cinematografica.
Ora entrambe le pellicole, Gomorra e Pa ra da, parlano di temi di assoluta importanza, portano attraverso l'immagine a conoscenza di molti temi che tutti devono conoscere.
Non discuto i contenuti, sia chiaro. Ma se vedendoli li giudicassi dei brutti film, cosa dovrei fare?
Insomma di certe cose si può parlare anche in termini negativi? Oppure perchè rappresentano temi importanti, le critiche vanno messe in secondo piano.
Il critico che ruolo ha allora? Cioè se fossi un critico cinematografico un'eventuale stroncatura motivata, motivata ripeto, sarebbe ammessa davanti a temi come camorra o infanzia abbandonata?
ROMA - E adesso c'è un record anche per le leggi ad personam. Anzi: doppio record. Stessa persona come beneficiario e stesso governo. Sempre Berlusconi, of course. E con un "graziato" di tutto rispetto, Corrado Carnevale, la toga che fu nota come "l'ammazzasentenze", per via dei processi di mafia che annullava dalla Suprema corte per vizi formali.
Che osò perfino dare del "cretino" a Giovanni Falcone, perché "certi morti io non li rispetto". Ma Carnevale è nel cuore della destra. Gli fecero una leggina ad hoc nel 2003, per ripescarlo dalla pensione dov'era finito quale imputato in un processo per mafia, gliene rifanno una per consentirgli di concorrere all'unico incarico che desidera, il posto di primo presidente della Cassazione. Ci arriverà alla veneranda età di 80 anni, ci potrà restare fino ai suoi 83, anche se i colleghi vanno in pensione a 75. Appena ieri, a Taormina, davanti ai giovani avvocati, il Guardasigilli Alfano ha vantato i meriti del Csm perché "svecchia" i capi degli uffici. Ma per Carnevale, l'unico che si è vantato d'essere l'ispiratore della prima norma a suo favore, ben venga un'eccezione.
Repubblica.it
Nascite, battesimi,cresime, comunioni e matrimoni.
Avete notato quante foto vengono scattate in quelle occasioni, quante immagini abbiamo di eventi così e come siamo tutti ansiosi di comparirvi.
I funerali?
Le immagini dei funerali riguardano solo i personaggi famosi, gli statisti oppure ci sono per finzione.
Probabilmente la risposta più ovvia è che il dolore merita rispetto e fermare in una foto il dolore dell'addio definitivo sia una mancanza di rispetto.
Per me non è così, non fotografiamo i funerali ed il dolore che li circonda perchè il dolore è insopportabile, da vivere e ricordare.
Speriamo che duri il meno possibile e una volta passato la speranza è che non ritorni mai più. Eppure il dolore del distacco definitivo da un proprio caro ci forma; nell'esperienza, nel carattere.
Ci forma forse anche più di una esperienza positiva, forse l'insegnamento che deriva dal dolore è anche più duraturo.
Eppure vogliamo cancellarlo, dissolverlo, come se non ci fosse mai stato, forse perchè il dolore ci rende deboli, invulnerabili, ci toglie quella maschera che costruiamo davanti agli altri.
Possiamo tentare quanto vogliamo di cancellare i ricordi dolorosi e l'incapacità di accettare che chi era con noi ora non c'è più.
Possiamo provare, mai riuscirci. Mai.
Post allegro vero?
Preferirei,al posto del semplice nome, per una questione di rispetto, sentire dire "La Signora Eluana Englaro"
Giudizio John: abbiamo fatto cagare.
Giudizio Rai:
Squadra autorevole, ottimo pareggio. (Civoli, Bagni)
Il candidato “ci ho ripensato, ma tenetemi presente per altro” si palesa in ufficio in maniera simile alle altre specie di candidato. Cortese, preparato, ottimo profilo.
Cortese, preparato, ottimo profilo, dicevo, stampatevelo bene nella testa, perché sarà con queste armi che vi fregherà all’ultimo.
Il candidato “ci ho ripensato, ma tenetemi presente per altro” parla, descrive le mansioni svolte con cura, annuisci non c’è neppure bisogno di chiedere, dice tutto quello che il selezionatore vorrebbe sentirsi dire.
Il candidato “ci ho ripensato, ma tenetemi presente per altro” ipnotizza così la sua vittima, quando stringe la mano del selezionatore la trappola è scattata definitivamente, inizia un lento processo mentale che ti porta a pensare che potresti proporre il candidato “ci ho ripensato” anche alla presidenza della repubblica.
Ed infatti le aziende lo chiamano, lo colloquiano e lo assumono perché ha ipnotizzato anche loro, perché ci sa fare, sa come prenderti, sa come colpire e dove colpire.
Quando lo chiami per la firma del contratto, il candidato ci ho ripensato entra trionfante, si leva gli occhiali da sole, se uomo, oppure indossa un sorriso smagliante , se donna, si siede e davanti al contratto dice solo una semplice frase:
“Scusa…ho fatto delle considerazioni…ci ho ripensato…ma tene temi in considerazione per altro”
Retta mensile Istituto: 1438 euro
Costo trasporto settimanale per broncoaspirazione presso istituto ospedaliero, fattura da Febbraio 2008/Settembre 2008: 5200 euro
La fattura per fortuna me la rimborsa l'azienda sanitaria locale. La retta e no.
Però consentitemi un caloroso e sentito PORCA MERDA!
Se ieri, nove Ottobre duemilaotto, avete avuto occasione di leggere il quotidiano "L'Arena" spero non vi siate persi l'articolo sui possibili favoriti al premio Nobel per la letteratura.
In pratica li hanno detti tutti tranne lo scrittore che poi ha vinto.E dire che nell'occhiello, per mettere le mani avanti, hanno pure specificato che le voci sui probabili vincitori vengono sempre smentite.
Ecco un estratto.
Per l’America si ripetono comunque da anni i nomi di Joyce Carol Oates e di Philip Roth, ma l’Accademia ultimamente ha fatto sempre scelte meno «tradizionali», e allora potrebbe preferire il sempre citato Bob Dylan o Cormac McCarthy o magari spostarsi sull’adiacente e omologa letteratura canadese, mai premiata, che vede in lizza due signore: Alice Munro e Margaret Atwood. I bookmaker britannici Ladbrokes per Dylan danno un premio molto alto, mentre sono Roth e il giapponese Haruki Murakami quelli visti come favoriti, assieme al nostro Magris, all’israeliano Amos Oz, alla Otes e, ultimamente, al poeta australiano Les Murray. Però c’è chi scommette sul peruviano Mario Vergas Llosa e su altri nomi che circolano ogni volta, dal francese Yves Bonnefoy al rumeno Norman Manea o l’albanese Ismail Kadarè, mentre appare fuori gara il turco Yashar Kemal, dopo il recente premio a Pamuk.
Nomi che potrebbero piacere all’Accademia, in linea con le scelte degli ultimi anni, potrebbero poi essere quelli di autori affermati e più giovani, come lo spagnolo Javier Marias o il portoghese Lobo Antunes, ma anche l’israeliano David Grossman che, con la morte del figlio e l’uscita del romanzo «A un cerbiatto somiglia il mio amore», è diventato un simbolo. Per venire infine all’Italia, dove Magris viene dato in ottima posizione da Ladbrokes, 5/1, bisogna ricordare che abbiamo vinto l’ultimo riconoscimento dieci anni fa, nel 1997, con Dario Fo, mentre da molto tempo non è più toccato a Spagna (l’ultimo Camilo Josè Cela nel 1989) e la Francia (Claude Simon nel 1985)"
Tra mia moglie e me è stato un vero colpo di fulmine, neanche il tempo di salutarci ed eravamo già innamorati persi.
Io perso nei suoi occhi e lei persa nei miei.
Anni di fidanzamento, i progetti e finalmente il matrimonio.
La quotidianità , il lavoro e ritrovarsi dopo una giornata, l'affetto di due persone che hanno deciso di vivere insieme e perché no la passione.
Però dopo tanti anni mi sono accorto di una cosa, non ci avevo fatto caso e non so capacitarmi di come possa essere successo.
Sono sempre stato convinto che amare e vivere con la persona che ho sposato integrasse già la fase di essere amici, pensavo che avere accanto la mia signora ogni notte nel letto fosse già sufficiente per definirla "amica".
No, miei cari amici, nulla di tutto questo, per essere sua amica ho dovuto accettare la sua proposta di amicizia che mi è arrivata da facebook, con tanto di "Ora Tizia è diventata amica di Caio".
E dire che mi sembrava di conoscerla bene.
Quando è stato? Tempo fa, neanche tanto in fondo in fondo, a me però sembra tanto.
Tante cose sono venute dopo, tanti cambiamenti, non cambia quel ricordo.
Era l'inizio di Novembre, il cielo era terso, azzurro, solo in autunno può essere così.
Era il cielo della Toscana, visto da casa di Amica B.
La musica? Era questa:
Clint Eastwood,l'attore di destra più amato dalla sinistra. Gino e Michele nelle loro "Formiche" lo definiscono così.
Clint, chiamare un attore per nome come se lo conoscessi da una vita è sempre molto autoreferenziale, in realtà scrivere ogni tre parole Clint Eastwood diventa anche una discreta rottura di scatole, visto che entro mezz'ora devo iniziare le operazioni di lavaggio, vestitura e partenza per il lavoro.
Clint, dicevo, aveva una funzione specifica nei film da lui interpretati: cercare il criminale, climax con duello finale e morte violenta del cattivo di turno, punto.
Sì c'erano state delle divagazioni,come "Nella notte brava del soldato johnathan" film nel quale la pistola usata è un'altra, però alla fine la funzione principale era quella di sparare e possibilmente eliminare dalla faccia della terra, ogni cosa o persona che gli passasse davanti agli occhi.
La sua era una funzione curativa, calmante, rassicurante. Dormivi sonni tranquilli, fuori c'era Clint. Il crimine era avvertito.
Poi un giorno Clint decide di acquistare una macchina fotografica e andare a fare un giro dalle parti di Madison County. La fine.
Clint addirittura piange, una mammoletta.
Il suo "Coraggio fatti ammazzare" diventa "Coraggio fatti baciare", no ma dico e i miei sogni tranquilli, la criminalità dilagante, la funzione curativa, rilassante e tranquillizante di vedere il cattivo criminale morto in una pozza di sangue?
Eppoi cosa fa Clint? diventa anche regista ed infila anche una serie di bei film che fanno gridare al genio cinematografico.
Intanto fuori il crimine dilaga ed io mi ritrovo con Hillary Swank e la favoletta della boxe che restituisce dignità ad una vita sbagliata, con soldati che raccontano come siano diventati simboli involontari della guerra.
Eh no CLint! Ci potevo stare con "Space Cowboys" ma il resto è troppo!
Quando c'era Callaghan per le strade (Callahan nella versione originale) mica i governi si inventavano di di prendere le impronte digitali dei Rom (perchè la critica politica funziona sempre), mica la gente era costretta a casa su Facebook (perchè criticare facebbok ma usarlo fa figo)
Torna Clint, torna ti prego sto mondo spietta te!
Implorante pietà, desideroso di comprensione il candidato “sì, però” entra timoroso. La sua non è una decisione semplice, si sta tuffano verso l’ignoto.
Dove cadrò, dove lavorerò? Sarà meglio, sarà peggio?
Ecco le domande del candidato “Sì, però”.
Di solito il candidato “Sì, però” dimentica il curriculum in auto e alla richiesta di andarlo a prendere per meglio comprendere le abilità professionali produce uno sguardo spazientito.
Una volta iniziato il colloquio il candidato “sì però” ama interrompere il selezionatore spesso e volentieri con domanda o affermazioni tipiche della sua specie:
“Sì Sarebbe un bel lavoro però sono allergico alla polvere!”
“Sì, però non posso alzare pesi”
“Sì mi piacerebbe, però il Sabato io non voglio lavorare!”
“Cameriere sì, però non nei fine settimana”
E’ difficile tenere testa al candidato “sì, però”, egli insiste su particolari come: “quanti lavorano là, sono l’unico candidato, quante possibilità ci sono di essere assunti”
Poi ti stringe la mano ti ringrazia e si dice in trepidante attesa della tua telefonata.
Quando lo richiami risponde con tono infastidito, di solito ha già trovato un altro lavoro magari faticoso, nel quale si alzano pesi e c’è polvere e magari di Sabato.
Non ti saluta nemmeno alla fine della chiamata, dice solo “Sì però se chiamavate prima…”
Soddisfazione di Alleanza Nazionale
Questo il comunicato ufficiale emesso poco fa dall'ACF Fiorentina, relativamente all'incontro in programma l'8 ottobre in favore della "fondazione Borgonovo":
Mercoledì 8 ottobre, allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, Fiorentina e Milan scenderanno in campo per giocare un’amichevole con lo scopo di raccogliere fondi per la costituzione e la vita della Fondazione Borgonovo, che nascerà per impegnarsi nella ricerca sulla SLA. Lo scorso 5 settembre Stefano Borgonovo, campione della Fiorentina e del Milan, ha deciso di annunciare pubblicamente di essere malato di Sclerosi Laterale Amiotrofica. La SLA è una malattia neurodegenerativa progressiva che conduce ad una perdita graduale della funzionalità muscolare. Ogni giorno, in Italia, vengono diagnosticati tre nuovi casi, per un totale di 6 persone ogni 100.000 abitanti. Al momento esistono una serie di terapie che controllano il progresso della malattia, ma non esiste una vera e propria cura: le speranze dei malati e delle loro famiglie sono pertanto riposte nel futuro della ricerca. Stefano Borgonovo e la sua famiglia hanno così deciso di costituire una Fondazione che porterà il suo nome e che si impegnerà nella raccolta fondi a favore della ricerca.
Il coraggio e la determinazione di oggi sono tratti distintivi del suo carattere che tutti i compagni di Milan e Fiorentina e tutti i tifosi ricordano. Le società in cui ha militato e alle quali ha dato tanto nel passato, vogliono ora dare un segnale della loro presenza e della loro vicinanza aiutando Stefano a far nascere e crescere questo progetto ambizioso ed essenziale.
Viola e Rossoneri, di oggi e di ieri, si affronteranno così in una partita amichevole che si giocherà alle 20.30 di mercoledì 8 ottobre allo Stadio Artemio Franchi di Firenze, in un due tempi da 45 minuti ciascuno. Le telecamere di Sky trasmetteranno in diretta la partita. Nella prima metà della gara scenderanno in campo le formazioni di oggi, ad esclusione dei convocati nelle Nazionali, mentre nel secondo tempo si sfideranno i compagni di squadra di Stefano, ovvero il Milan e la Fiorentina degli anni ’80 e ’90. A vestire i colori viola, alla guida di Cesare Prandelli, saranno, tra gli altri, Antognoni, Baggio, Banchelli, Battistini, Bosco, Branca, Buso, Calisti, Carobbi, Pellegrini, Dell’Oglio, Di Chiara, Faccenda, Fatih Terim, Gelsi, Hysen, Iachini, Lacatus, Landucci, Lazaroni, Maiellaro, Malusci, Mannini, Mareggini, Mazinho, Nappi, Orlando, Pellicanò, Pin, Pioli, Salvatori e Toldo. Faranno parte invece della rappresentativa del Club Rossonero: Albertini, Baresi, Costacurta, Donadoni, Evani, Fuser, Filippo Galli, Gullit, Massaro, Pazzagli, Rijkaard, Sacchi, Simone, Stroppa, Tassotti e il mister Ancelotti, nella doppia veste di allenatore ed ex rossonero. I calciatori indosseranno una maglia speciale, sulla quale sarà applicato un logo celebrativo di questo evento. Le casacche saranno poi battute all’asta su internet. I biglietti saranno in vendita presso le agenzie Lottomatica della Toscana a partire dalle ore 16.00 di lunedì 22 settembre e in seguito anche in quelle della Lombardia. Anche chi non riuscirà ad essere presente all’evento potrà comunque contribuire alla raccolta fondi acquistando un tagliando.
Questi i prezzi per i vari settori dello Stadio Artemio Franchi:
SETTORI PREZZO
TRIBUNA D'ONORE € 50,00
POLTRONE € 35,00
POLTRONCINE € 25,00
TRIBUNA LATERALE € 14,00
PARTERRE DI TRIBUNA € 12,00
MARATONA CENTRALE € 16,00
MARATONA € 14,00
MARATONA LATERALE € 12,00
PARTERRE DI MARATONA € 10,00
CURVA FIESOLE € 8,00
CURVA FERROVIA € 8,00
SETTORE OSPITI € 8,00
Cosa puoi pensare con un titolo così?
Agi News
Nella foto il Chievo a fine partita
Chi segue la telecronache calcistiche di Sky ultimamente avrà notato un incredibile uso di soprannomi, nomignoli o abbreviazioni dedicate al calciatore protagonista di turno.
Chi commenta l'Inter deve avere, probabilmente, una clausola nel contratto da telecronista secondo la quale Ibrahimovic deve essere per forza chiamato Ibra.
Inoltre, parlando di Mourinho, il termine "special one" deve obbligatoriamente comparire almeno una volta per tempo.
A proposito, il telecronista Marco Foroni potrebbe benissimo descrivere le gesta sportive di Ibrahimovic senza quel tono da "mi masturbo davanti ad un giornaletto porno in bagno".
Se avessi un contatore dei soprannomi, temo sarebbe già andato in tilt non so quante volte durante le telecronache del Genoa per il termine "principe" dedicato a Diego Milito (si pronuncia prinsipe).
L'altra metà del cielo milanese vede i cronisti un po' titubanti su come chiamare Ronaldinho.
Fabio Caressa ogni tanto si concede la licenza poetica di chiamarlo "Dinho" ma sembra il solo, per il momento.
Il massimo però riguarda Julio Baptista, quando ha segnato in Coppa Campioni pensavo di essere nel bel mezzo di un film horror demoniaco, il telecronista è impazzito urlando a squarciagola: "La bestia è tornata! ha segnato la bestia!"
L'unico nomignolo che mi fa ridere è quello di Sebastian Giovinco: la formica atomica. Lo fa sembrare, più che un giocatore di calcio, un membro dei Vendicatori, fumetto della Marvel Comics.
Impietosa luce disegni i tratti della sofferenza. Più della luce del giorno riporti alla realtà del male chi guarda le forme illuminate dai tuoi raggi.
Un verdetto silenzioso, migliore di mille parole, terribile quanto un no inappellabile.
Quando ti spegni il buio è solo un velo che aiuta a riprendere fiato, lasciando intatta la consapevolezza che la tregua sarà breve.
Il Centro Mazziano di Verona, da sempre sinonimo di cinema d'autore a Verona, chiude.
Il Mazziano è, era (come è diffcile la scelta del tempo giusto) un'istituzione, un punto fermo.
L'ho frequentato raramente, ricordo un film di Bergman e "Brazil" di Terry Gilliam, ma l'ho sempre considerato un punto fermo e pensare che questa stagione invernale non conoscerà proiezioni in quella sala, officina di cultura, di qualità , di voglia di fare qualcosa di diverso è strano, è come perdere un amico.
Venendo a sapere dalla stampa locale che la chiusura è decisa, mi sento in parte colpevole, responsabile anche io con la mia indifferenza di spettatore da multisala della sua chiusura.
E allora amici del Centro Mazziano se è vero che è finita, vi lascio con la frase con la quale si chiude il film "L'albero di Antonia": NIENTE FINISCE QUANDO TUTTO FINISCE.
Il blog del Centro Mazziano:http://www.mazziano.splinder.com/
Tutti hanno i propri miti musicali, icone musicali che hanno segnato indelebilmente un'epoca della propria vita.
I miei amici ed io portiamo l'incancellabile segno del bryanferrismo, il new dandy Bryan Ferry è entrato di prepotenza nelle nostre vite grazie a poche e semplici parole:"Slave to love and I can't escape I'm a slave to love".
Quando uno dopo l'altro i capi storici sono caduti sotto i colpi del "Desio che vien da core" ognuno di noi ha ricevuto il marchio dello "Slave to love".
I discorsi tra i pochi superstiti assumevano queste forme: "Viene Tizio domani allo stadio? No, anche lui è diventato uno slave to love!"
"Perchè non viene Caio al cinema? Ah già è uno slave to love"
Ormai pochi non portano il mellifluo marchio ma è solo questione di poco, forse minuti prima che risuonino ancora le parole: "Slave to love and I Can't escape I'm a slave to love..."
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Il candidato "eventualmente" è una specie in rapida crescita, riconoscibile perchè ha un'età compresa tra i diciotto e i venticinque anni e soprattutto segue i dettami della moda fighetto trasandata che fa molto chic. Magari un giorno mi soffermerò sul fatto che presentarsi ad un colloquio con la barba da fare, capelli che sembrano non aver mai conosciuto pettine dalla nascita, il tutto corredato da felpe e jeans che non hanno mai conosciuto ferro da stiro non è proprio la maniera giusta per iniziare un lavoro.
Il candidato "eventualmente" ha un comportamento tipico, che si estrinseca in uno sguardo non particolarmente sveglio che però cerca di nascondere con cenni di assenso alle parole dell'interlocure, cenni che il cervello del candidato "eventualmente" fa partire con ritmica precisione appena egli percepisce che ci si sta rivolgendo a lui con un discorso diretto.
Vediamo al lato pratico come si svolge un colloquio con la specie descritta.
Si inizia chiedendo le esperienze di lavoro e cercando di scendere nei particolari si pongono domande quali "La tua mansione in produzione in cosa consiste esattamente?". Le risposte sono univoche e non molto esaurienti e si estrinsecano in un "Produzione....facevo produzione...."
Passata questa fase si parla al candidato delle offerte di lavoro, questa fase si caratterizza perchè il selezionatore cerca di illustrare al meglio le offerte di lavoro, descrivendo le mansioni da ricoprire, il luogo di lavoro e cosa l'azienda produce.
Il selezionatore dopo aver parlato mezz'ora di aziende alle quali proporre il profilo e cercato disperatamente un segnale di vita intelligente, un barlume di interesse del candidato si sente porre un'unica, breve, semplice ma disarmante domanda:
"Avete altre proposte EVENTUALMENTE?"